FORTINI, AMA, IN COMMISSIONE RIFIUTI: IN CAMPIODOGLIO PERICOLO DI CONDIZIONAMENTO ESTERNO

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Nel settore rifiuti c’è per l’amministrazione comunale di Roma un “pericolo di condizionamento dall’esterno”. Lo ha detto Daniele Fortini, presidente e amministratore delegato di Ama, nel corso dell’audizione di questa sera davanti alla commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essa correlati. Fortini – che alla commissione ha portato un masterplan relativo al settore – ha anche detto che nella Capitale non esiste un ciclo integrato dei rifiuti urbani, e questo finisce con il costituire un “punto di vulnerabilità molto forte” circa la possibilità di messa in sicurezza sanitaria ed igienica di Roma.

Una città dove – stando a cifre Ama – sono prodotti ogni giorno circa 5mila tonnellate di rifiuti, di cui 2mila di tipo differenziato e avviati a recupero. Oggi i 4 Tmb (gli impianti di trattamento meccanico-biologico) di Roma costituiscono paradossalmente i più grandi impedimenti alla possibilità di generare prodotti dalle raccolte differenziate. Fortini ha detto che gli attuali a Roma hanno una capacità per 3000 tonnellate al giorno, ma lo sono “solo sulla carta”, sebbene proprio 3000 tonnellate al giorno e’ il fabbisogno di Roma e quegli impianti sembrerebbero dare sicurezza. Gli impianti di Colari assorbono 1200 tonnellate al giorno; 300 tonnellate al giorno sono riservate per i comuni di Ciampino, Fiumicino e Stato del Vaticano. “Il nostro fabbisogno – ha detto inoltre l’amministratore di Ama – genera un aumento dei prezzi, e lo paghiamo noi che abbiamo bisogno degli impianti degli altri e che ce li mettono a disposizione non per carità…”. Roma ha bisogno di collocare 250mila tonnellate all’anno di rifiuti fuori dal proprio territorio. E la situazione vede inoltre gli impianti Tmb in funzione a Roma avere tecnologie ormai “vetuste”.

Fortini si e’ dilungato sui Tmb, sostenendo che – allo stato attuale, per le condizioni in cui e’ la situazione – essi finiscono con il creare “rifiuti da rifiuti”, divenendo così per assurdo “il più grande impedimento all’economia circolare”, ovvero creare prodotti da riciclo. Ha fornito codici e spiegazioni tecniche: nei Tmb entrano rifiuti con classificazione Cer (Codice europeo rifiuti) 20 03 01 ed escono con la nuova classificazione 19 12 11, cioè combustibili; 19 12 12, speciali; 19 03 03, cioè Fos (frazione organica stabile); 19 03 01 Fos da smaltire in discarica. I Tmb sono impianti che separano la parte combustibile dei rifiuti da quella umida e generano scarti da trattare o da smaltire. Tutto questo si traduce nella constatazione che i Tmb devono essere accompagnati dal disporre di inceneritori e discariche per il ciclo integrato. Come dire che se ci sono gli uni, devono esserci gli altri. E andando nel dettaglio delle condizioni degli attuali Tmb, Fortini ha detto chiaramente che quello di Colleferro è “un rottame”, non funziona nelle ore programmate o previste, oltre che rompersi più volte. L’impianto che c’e’ sulla via Salaria è a sua volta “un’aberrazione”, e Fortini ha sostenuto che “li andrebbe fatta tabula rasa perchè la degenerazione, il degrado sono immediatamente percettibili”, come pure è evidente il senso di abbandono evidenziato dalla presenza di ruderi, manufatti degradati. Un impianto da “smantellare” e sostituirlo con un impianto che consente il recupero di materia, “nulla di più è prevedibile in quell’area” e lo stesso si potrebbe fare per il Tmb di Rocca Cencia.

“Miracoloso che Roma non abbia vissuto e non viva mai le crisi vissute di Firenze, Milano, Napoli. Crisi clamorose, vissute da Madrid solo un anno fa, Atene, Amsterdam, dove si sono verificate situazioni estreme, di vera e propria emergenza. È già un miracolo togliere 5mila tonnellate di rifiuti al giorno”. Lo ha detto Daniele Fortini, presidente e amministratore delegato di Ama, nel corso dell’audizione questa sera davanti alla commissione Ecomafie. Fortini ha riferito che la crisi di luglio si è accompagnata all’impossibilita’ di portare 300 tonnellate al giorno a Frosinone, “e l’intasamento toglie la possibilità di togliere i rifiuti dalle strade”. In più, si attendevano 100 mezzi per portare via la Fos, e altri scarti, e ne sono arrivati 80-85, “quei fornitori saranno sanzionati ma resta il fatto che se un camion non arriva i rifiuti restano per strada”. Inoltre, il ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti ha avuto un intoppo: la gara bandita da Ama “si è risolta con l’impossibilita’ di una aggiudicazione”. E’ stato chiesto al fornitore del servizio di continuare in attesa della nuova gara, “ma ha detto no”. E quindi i lotti per la raccolta dei rifiuti ingombranti in strada sono stati affidati, mentre per la raccolta a domicilio non ha trovato risposte.

“Non è stata l’Ama a far diventare Manlio Cerroni il ‘supremo’, al contrario questa Ama ha contrastato con ogni forza e strumento messo a disposizione dalla legge il dominio assoluto che quel gruppo industriale aveva sulla città di Roma”, ha detto Daniele Fortini durante l’audizione di questa sera in commissione Ecomafie dedicata all’emergenza rifiuti nella capitale e parlando del gruppo CoLaRi. Fortini ha definito il tritovagliatore di Rocca Cencia “un imbroglio che ho denunciato all’autorità giudiziaria nell’estate 2015 e che ho cominciato a contrastare dopo 4 mesi dal mio arrivo a Roma”. L’ad di Ama ha anche detto che “non ci voleva il mago per capire che non si poteva pagare più di quanto il mercato diceva, e in modo unilaterale ho allineato il pagamento a quelle stabilite dalla regione Lazio per il conferimento ai Tmb. Il gruppo Cerroni non l’ha presa bene, e ancor meno il fatto di aver bandito una gara europea per quei rifiuti sui quali quel gruppo ritiene di avere diritto di proprietà esclusiva”. Fortini ha sollecitato per Roma una “cabina di regia” per dotare la città della possibilità di “essere libera, autonoma, indipendente”. Quindi ha sostenuto che le responsabilità soggettive di Ama “non sono decisive e determinanti della capacità di garantire la sicurezza della gestione del ciclo dei rifiuti, ovvero le crisi non dipendono da Ama, dai netturbini, dalla nostra gestione degli impianti e di tutte le attività correnti che l’azienda sa fare. Certo ci sono anche i fannulloni, quelli che giocano con i cellulari o stanno troppo al bar..”.

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Fonte: Agi

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