FEDERICO PIZZAROTTI: “IO ANCORA SOSPESO. ASSURDO AMMINISTRARE CITTÀ OBBEDENDO ALLA CASALEGGIO ASSOCIATI”

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federico-pizzarotti«Non credo che sottoporre alcune decisioni adel uno staff nominato dalla Casaleggio Associati vada bene. Un conto è rimettersi a un’assemblea di eletti o di iscritti, a chi lavora sul territorio e ne conosce i problemi. Un altro far decidere chi è lontano e magari come nel nostro caso prende decisioni sulla base di pettegolezzi o dicerie».

 Lo dice, in un’intervista alla giornalista Annalisa Cuzzocrea  quotidiano la Repubblica, il sindaco Federico Pizzarotti rispondendo a una domanda sul regolamento romano, con le multe ai consiglieri comunali del Movimento e le decisioni supervisionate dallo staff. «Nel momento in cui sorgono dei problemi – dice degli assessori – il sindaco può già ritirare le deleghe».

Pizzarotti dice che attende ancora l’esito della sua sospensione dal Movimenti 5 Stelle: quel che sta venendo meno, afferma, «è il rispetto non solo per me come persona, ma per i cittadini che rappresento. E’ questo che non posso tollerare». «E mi sorprende sentire Roberto Fico dire che non c’è nessuna scadenza, perché è evidente che questa situazione paradossale in cui non si ricevono risposte e non ci sono contatti non può durare per sempre». E ritiene che non invitarlo all’incontro con i sindaci a Roma «sia stato un gesto da immaturi, soprattutto non avvertirmi. Mi si poteva dire che per il bene del gruppo era bene non andassi: lo avrei fatto».

«Ho teso una mano, a distanza di settimane non è stata raccolta. Questo mi fa capire che non c’entrino le regole, ma che si tratti di persone, forse di personalismi. Ribadisco che se qualcuno ha un ruolo e una responsabilità deve mettere da parte simpatia o antipatia e risolvere la situazione. Se stiamo ancora a delle e mail fredde che vanno avanti e indietro comincio a pensare che non si voglia fare. Che si voglia continuare a ignorarci, chiedendo di farlo anche ai nuovi sindaci». «Più passa il tempo – conclude il sindaco di Parma – più continua il loro silenzio e più mi chiedo che senso abbia rimanere in un posto un posto in cui non ti vogliono».

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