DUE DONNE DAL FIASCO DELLE PRIMARIE GRILLINE DI MILANO E TORINO

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m5s-mi-to-matteoderricoDue donne per il Movimento 5 Stelle. Sono loro – Patrizia Bedori a Milano e Chiara Appendino a Torino – a far partire la lunga corsa dei grillini verso le Comunali del 2016. Due biografie diverse, ma accomunate da una appassionata appartenenza al Movimento fondato da Beppe Grillo. Sempre all’insegna della normalità da cittadino comune, pur senza i furori dell’età eroica dell’anti-politica.

La Bedori, 52 anni, è stata responsabile commerciale in un’azienda, prima di lasciare il lavoro per dedicarsi al figlio e per fare la consigliera di zona 3 a Milano. La Appendino, 31 anni, è a sua volta mamma da poco, è laureata in economia e amministra l’azienda del marito, da quattro anni fa la consigliera di opposizione al sindaco Piero Fassino.

La domenica elettorale, per i grillini, non è stata però uguale dappertutto, una fotografia da leggere con attenzione per seguire anche in futuro gli assestamenti di un Movimento che sta maturando in maniera non sempre omogenea. Se a Torino i 250 grandi elettori attivisti a 5 Stelle si sono espressi all’unanimità per la candidata sindaco, a Milano sono andate in scena primarie fisiche (o comunarie) più imprevedibili. E, viste dall’esterno, anche più pasticciate.

Patrizia Bedori aveva scaldato la platea già lunedì scorso, quando gli 8 candidati si sono sfidati in una auto-presentazione davanti alla base, in stile talent show. Ai seggi allestiti in un auditorium comunale in zona Lambrate gli otto si sono presentati tutti assieme, quasi a braccetto, sorridendo ai fotografi. I rumor non davano favorita l’unica donna del gruppo: il nome uscito anche sui giornali come quello più sponsorizzato dai vertici del Movimento, a partire da Gianroberto Casaleggio, era quello dell’avvocato Gianluca Corrado, attivista molto conosciuto nell’ambiente grillino milanese. Era stata però lei, la Bedori, a rispondere a muso durante il dibattito a favore di telecamere: «La Casaleggio ci dà gli ordini? Quando lo abbiamo letto ci siamo messi a ridere, io non so neanche dove sia la Casaleggio, non ci sono mai entrata, ho provato a immaginarmi come siano i corridoi. Ma nessuno ci dice che cosa dobbiamo votare, statene certi». Lunghissimi applausi. Come dopo l’esito delle primarie con sistema di voto Condorcet: ciascun elettore ha scritto i nomi degli otto candidati in ordine di preferenza.

Sarà un caso che molti si aspettassero Casaleggio al voto alle primarie ma che il guru non si sia fatto vedere nel palazzetto di via Valvassori Peroni. Dove però, più che i retroscena, alla fine ha lasciato con l’amaro in bocca la gestione dei numeri. A seggi chiusi, e con la stampa tenuta fuori dai cancelli fino all’ultimo, nessuno del Movimento 5 Stelle ha riferito dati su iscritti con diritto di voto, affluenza ai seggi e percentuali raccolte dalla vincitrice e dai suoi sette sfidanti. Avranno votato 500 persone. Il doppio di quelle di Torino. Ma un confronto impietoso con la partecipazione alle primarie del centrosinistra che i più scettici dentro il Movimento temevano da tempo.

C’è però un dato politico, a Milano come a Torino e come (come ancor di più) sarà nel caso di Roma. Ed è ben condensato dal discorso che Mattia Calise, l’unico consigliere comunale M5S attualmente in carica a Milano, ha pronunciato dopo aver annunciato il nome della candidata sindaco. «Nel 2011 l’obiettivo era entrare in Consiglio comunale – ha detto -. Ora corriamo invece per vincere. Oggi rispetto ad allora abbiamo una organizzazione forte, parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali che lavoreranno tutti in squadra per cambiare la politica. Nei prossimi mesi saremo messi alla prova ma ce la faremo».

I sondaggi sono buoni, a Milano e Torino, anche se non buonissimi come a Roma. Al netto delle carenze organizzative, il Movimento 5 Stelle e’ comunque la prima forza politica a schierare candidati sindaco in alcune grandi città che andranno al voto nella primavera del 2016, proprio nel giorno in cui il centrosinistra incassa la conferma della disponibilità del commissario Expo Giuseppe Sala a candidarsi a Milano e il centrodestra annuncia da Bologna l’inizio di una nuova alleanza. Ma non è solo nelle metropoli che i grillini sono pronti a incassare: domenica 15 novembre confidano nel colpaccio a Sedriano, piccolo comune alle porte di Milano. È stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Alcuni sondaggi indicano la possibilità che diventi il primo Comune a guida grillina in Lombardia.

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Fonte: Linkiesta

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