DITE AI GRILLINI CHE IL REDDITO DI CITTADINANZA FU SCOPERTO DA LEONARDO SCIASCIA

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Il Reddito di Cittadinanza, cavallo di battaglia del M5S, approvato dal Consiglio dei Ministri, ha origini antiche, che ci portano a Caltanissetta. Leonardo Sciascia ne parla nel suo racconto Mezza paga, pubblicato nel 1977 dal Quotidiano La Stampa.

C’è una coincidenza col reddito di cittadinanza approvato dal Consiglio dei Ministri. Il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle ha origini antiche che ci portano a Caltanissetta, la roccaforte in Sicilia del movimento pentastellato, patria di Giancarlo Cancellieri, numero uno dei Cinque Stelle nell’isola.
E’, infatti nella città di Cancelleri – racconta Salvatore Picone su Malgradotuttoweb.it – “ che un certo Carmelo Miccichè, nato nel 1898, dopo aver lavorato nelle miniere di zolfo e nelle ferrovie, dopo essersi arruolato nelle guardia di finanza, si dedicò anima e corpo allo studio, conseguendo la laurea in legge nel 1932. Rinnegando il fascismo, aveva fondato lui stesso un partito. E lo aveva chiamato “Pace e Progresso”. La teoria, punto cardine del partito, era quella della “mezza paga”.
Queste intuizioni dello zolfataro-avvocato – che pubblicò le sue teorie in due libretti, nel 1951 e nel ’59 – interessarono Leonardo Sciascia che visse diversi anni a Caltanissetta, da giovane e poi da sposato.
Il primo maggio 1977, lo scrittore di Racalmuto scrive per La Stampa un racconto intitolato, appunto, Mezza paga. Scrive Sciascia: “Tutti gli italiani, diceva Carmelino, dovevano avere una mezza paga: dalla culla alla tomba. Intera, quando fossero arrivati in età di lavoro e fossero riusciti a trovarlo; mezza, quando non ancora o non più in grado di lavorare o disoccupat”.
Questo racconto di Leonardo Sciascia appare oggi non solo di fortuita coincidenza con il dibattito politico sul tanto discusso reddito di cittadinanza, ma fa luce su un personaggio, Carmelino Miccichè, che anticipò i tempi e le attuali battaglie di Di Maio e del movimento più votato in Italia. Partendo da Caltanissetta per arrivare a Roma.
E possiamo rileggerlo oggi nelle prestigiose edizioni Henry Beyle: la casa editrice milanese che recentemente ha pubblicato il delizioso libretto, Mezza paga di Leonardo Sciascia, che racconta anche lo scetticismo di Miccichè negli ultimi anni della sua vita:
“…faceva ironia su se stesso e il partito che aveva fondato. Riceveva notizie di sezioni che dovunque si aprivano, di folle che accorrevano ad iscriversi. ‘Ma chissà se è vero’, diceva…”.

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