DISSENSO M5S, NUGNES: “UNO VALE UNO? MI SONO SBAGLIATA”. DE FALCO: “NON SONO UN SERVO, FARÒ RICORSO”

“Alla stesura del programma Migrazione, almeno, avrebbero potuto dire “no, vi state sbagliando”. Al mio discorso contro il decreto Minniti-Orlando sulla sicurezza e il Daspo nelle città, almeno.. Perché non mi hanno chiamata e non mi hanno detto, prima, “che dici, uno vale uno, nessun capo, nessun partito? La democrazia diretta? No, ti sei sbagliata, ti sei fatta un sogno”? … Perché?”. Lo scrive in un passaggio di un post su Facebook, la senatrice Paola Nugnes, sulla quale ancora pende il procedimento disciplinare dei Probiviri.

“Mi sono svegliata con questo pensiero (e si, mi hanno rovinato il capodanno, che dire) “e se mi fossi sbagliata io?” uno sbaglio enorme d’accordo, uno sbaglio imperdonabile, come ho fatto? Come ce lo hanno permesso? Come è successo che non ci hanno fermato in tempo, alle prime affermazioni sbagliate, ai primi palchi, alle prime piazze? O ancora alle prime accuse in aula, contro Renzi che era in conflitto di interessi essendo insieme capo politico e “premier” che confondeva così esecutivo e legislativo? Al mio primo discorso contro la J.P.Morgan che definiva le nostre costituzioni post fasciste troppo democratiche e ci invitava a modificarle?”, scrive Nugnes in un post che è quasi uno sfogo e che la senatrice pubblica sulla sua pagina personale.

Neppure Gregorio De Falco, espulso da M5S dopo essersi astenuto sul voto di fiducia al decreto sicurezza, le manda a dire e annuncia in un’intervista a Radio Radicale che farà ricorso contro la decisione del collegio dei probiviri.

“Si fa un male al Movimento nell’ammettere, nel sottoscrivere e nel confermare che nel M5S non può esserci alcun dialogo, alcun dissenso. Perché il dialogo non c’è stato, e il mio dissenso non è stato considerato accettabile”.

“La segnalazione era stata fatta perché non avevo votato favorevolmente la fiducia uscendo dall’aula. Io avevo fatto presente di non aver votato contro, ma di essere uscito dall’aula per non provocare un danno politico al Movimento e abbassare il quorum. Da allora non ho saputo più nulla, fino al provvedimento di espulsione che non mi aspettavo”.

Poi lancia l’affondo con Riccardo Fraccaro: “Nel collegio dei probiviri c’è anche lui, che è ministro dei Rapporti con il Parlamento. Questa situazione crea un’inscindibile confusione e annulla ogni divisione dei poteri che è alla base di una democrazia moderna e occidentale”.

In merito al ricorso, De Falco spiega: “Ci sono cinque giorni di tempo, ma dal 31 dicembre ne sono passati già due. Non ho dimistichezza con queste cose e mi rivolgerò a qualcuno che conosce bene queste procedure. Io confido ancora che M5S possa annullare questo provvedimento incostituzionale e sbagliato. E la politica che sta seguendo il Movimento è diversa da quello che ha promesso ai suoi elettori”.

La conclusione è tranchant: “Io, come rappresentante dei cittadini, non posso essere servo di qualcun altro che sta andando in direzione diversa rispetto a quanto promesso ai cittadini”.

Fonte: Ansa, Unione Sarda

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