DIMISSIONI NEL M5S A FERRARA PER LE DONAZIONI SUL CONTO PRIVATO

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m5s-ferraraIl conto privato su cui confluiscono le donazioni in denaro al M5S di Ferrara ha scatenato un terremoto.

Due iscritti ai Grilli Estensi annunciano infatti, sul forum del gruppo, le proprie dimissioni da ogni ruolo attivo nel movimento: si tratta di Alessandro Cantale – ex candidato alle ultime elezioni regionali – e di Lorenzo Marcucci, noto per la sua attività sul blog Ferrarazonastadio  attraverso cui documenta e commenta la situazione in zona Gad.

I pomi della discordia, oltre alle donazioni e al marchio, di cui il nostro giornale si è già occupato, vedono anche una novità: l’estromissione di imperio di persone non gradite dal ruolo di moderatore della pagina Facebook dedicata. Ma andiamo per passi.

Ad aprire la discussione è Marcucci, che senza troppi preamboli scrive: “Buongiorno, avviso che rinuncio formalmente al ruolo di co-organizer. Non ha alcun senso questo ruolo in una situazione in cui non vengo interrogato nemmeno per scelte basilari come aprire un conto paypal a nome di un privato dichiarandolo su basi non chiare come conto per i 5 Stelle.

Preciso che io non rientro nella cerchia di persone che hanno accesso a tale conto (a meno di altre azioni fatte a mia insaputa)”. Secondo il blogger ferrarese, “se i consiglieri sentivano la necessità di contributi da privati avrebbero fatto meglio ad aprire un conto a nome loro, o meglio a trovare soluzioni più consone al movimento”. E ancora: “come giá dissi, speravo che il meet up avesse una sua indipendenza dai consiglieri, indipendenza che non gli si è voluta lasciare con evidenti ripercussioni sul senso stesso del meet-up (che nelle ultime 10 email ne vede 4 di richiesta di donazioni)”.

Più lungo e articolato il messaggio di Cantale, che annuncia le dimissioni “dal ruolo ufficiale di organizer” poichè “provo vergogna a vedere associato il mio nome, seppur indirettamente, ad un gruppo poco o per nulla democratico, a dispetto di quanto sbandierato. Ciò che mi ha spinto a compiere questo passo è stata la notizia del giorno pubblicata su estense.com in cui dal titolo si evince che sarebbero coinvolti i vertici del Meetup, di cui io farei formalmente parte, in quanto organizer. Ci tengo a sottolineare che ero completamente all’oscuro di tutto ciò che riguardasse questa vicenda, né sono mai stato consultato in alcun modo riguardo l’apertura di un conto Paypal che raccogliesse donazioni”.

Oltre alle dimissioni dal ruolo di organizer, Cantale dichiara di voler addirittura uscire dal meet up dei Grilli Estensi, “che, a partire dal 2010, ha ricoperto un ruolo importante nella mia vita. È stato bellissimo poter contribuire alla crescita di un progetto, purtroppo lo spirito, che ha permesso al nostro sogno di dargli vita, è andato col tempo snaturando. La vicenda “donazioni” è stata solo l’ultima di una lunga serie di eventi, che hanno tristemente, anche pubblicamente, dimostrato la mancanza dei principi che dovrebbero guidare il M5S a Ferrara“.

Secondo l’ex candidato alle regionali, il M5S ferrarese avrebbe infatti messo in secondo piano alcuni dei propri principi fondamentali puntando a un’organizzazione più ‘oligarchica’ che democratica: “Democrazia, trasparenza, condivisione, ‘uno vale uno’ sono rimaste soltanto parole con cui gli esponenti ferraresi del M5S si riempiono la bocca – attacca Cantale -, ma quando si tratta di decidere qualunque cosa, a partire dalla linea d’azione del M5S all’interno del consiglio comunale, alle modalità di raccolta di fondi, soltanto poche “fidate” persone vengono interpellate; la consultazione dei restanti membri del gruppo viene considerata superflua e una perdita di tempo, esattamente come accade in tutti i partiti che si dovrebbero contrastare. Nei rari casi in cui si riesca ad avere un confronto con “i vertici ferraresi” del Meetup/M5S Ferrara, è preferibile evitare di esprimere opinioni contrarie, per non sentirsi accusati di disfattismo o di essere dei gufi, in perfetto stile ‘renziano’”.

L’ormai ex membro dei Grilli Estensi lancia quindi il proprio strale finale ai vertici ferraresi del movimento: “Alla fine si è trasformato tutto in un’assurda corsa al potere, non si sa per guadagnare cosa – afferma Cantale -; corsa che è sfociata nell’espulsione dei membri “non allineati” dalla gestione della pagina Facebook, senza alcuna votazione o discussione e nella registrazione del logo grilli estensi a nome di un’unica persona, che è diventata di fatto proprietaria del marchio e quindi del Meetup omonimo, il tutto “democraticamente” all’insaputa dei suoi iscritti. Quando mi adoperai per far ottenere la certificazione, lo feci con un unico obiettivo la rinascita di Ferrara. A distanza di due anni e dopo tutto quello che è successo, la mia speranza non era cambiata ed è per questo che sono rimasto organizer, nonostante la vergognosa e pessima situazione; tuttavia, non sono più in grado di reggere l’automatica associazione del mio nome con queste persone e le loro azioni, non voglio dovermi vergognare di cose che non ho fatto e ci tengo a mantenere integra la mia dignità. Ero rimasto l’ultimo “ostacolo” sul loro cammino, adesso che mi faccio da parte, potranno continuare a giocare ai “piccoli feudatari” e distribuirsi “l’immenso potere” di cui godevo”.

Per precisione di cronaca, resta da chiarire se Cantale rivestisse ancora il ruolo di organizer: Mauro Ballola risponde infatti che il ruolo non gli competeva “visto che nelle ultime votazioni sei stato sorpassato e che dopo molte richieste e inviti di partecipare ad incontri con i nuovi organizer [non] ti sei mai presentato”.

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Fonte: Estense.com

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