DG DI ATAC ALLA GIUNTA RAGGI: TROPPE INGERENZE E CORREGGE LA SINDACA

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rettighieriTre pagine di fuoco. Il ritmo è serratissimo, da togliere il respiro. Da resa dei conti. Perché la lettera inviata ieri all’assessora ai Trasporti Linda Meleo (e pubblicata sul blog del senatore pd ed ex assessore Stefano Esposito) potrebbe essere l’ultimo atto da direttore generale di Atac di Marco Rettighieri.

La missiva lascia poco spazio all’immaginazione. Ogni frase mette in dubbio le misure messe in campo dalla giunta M5s nel settore del trasporto pubblico. Il manager parte dall’ultima promessa della sindaca: “Innanzitutto vorrei sgombrare il campo su alcune affermazioni della sindaca circa il raggiungimento del 95 per cento dei convogli circolanti sulla linea A della metropolitana entro l’apertura delle scuole”. Il dg ribatte, snocciolando una serie di dati: “Non so da dove questo numero sia uscito e chi lo abbia potuto sostenere”. Al massimo dalle officine per la deadline prestabilita potranno uscire 28 convogli (85 per cento del totale). Rettighieri poi torna su Virginia Raggi, accusandola di aver gettato nello sconforto la ciurma di via Prenestina: “Non comprendo che ultimatum la sindaca abbia dato a me e all’Atac. Ha amareggiato me oltre che le persone che operano per raggiungere il risultato “.

Secondo caso: i famosi 18 milioni assegnati dalla giunta M5s ad Atac. “Nessun bonifico – riprende la lettera – è stato effettuato da Roma Capitale verso Atac. Ricordo che nessun appalto può essere iniziato senza avere assolto tutta la precedura tecnico- amministrativa”. Poi i dubbi sulle modalità di trasferimento: “Nella seconda pagina della determinazione dirigenziale del Comune si fa esplicito riferimento a un possibile ristoro di questi fondi a richiesta del Comune stesso “. In altre parole, per Rettighieri quei 18 milioni non sono altro che un prestito. Si cercano così fondi “per rivedere cinque curve a raggio molto stretto, deviatoi e alcuni tratti di binario da sostituire “. Duro – e non solo per la giunta – il passaggio sul trasporto su gomma, definito un “malato”. “Quotidianamente, anche per motivi a Lei ben noti ed esogeni (sindacati), numeri ragguardevoli di vetture rientrano per guasti “, scrive il dg all’assessora. E l’ultimo passaggio è dedicato al “disappunto” provato per una chiamata intercorsa martedì tra i due con relativa “richiesta di po- ter agire su operazioni di personale “. Secco Rettighieri, dopo la richiesta di tornare indietro sul trasferimento di un responsabile della Roma-Viterbo (Federico Chiovelli) ad altra mansione: “Lo spostamento di alcune persone all’interno di un’azienda, partecipata o meno, non può essere influenzato in alcun modo da ingerenze esterne. Molti, tra cui alcune organizzazioni sindacali, vedono questo come un commissariamento di Atac e mio”.

La chiusura somiglia a quell’addio che potrebbe essere formalizzato tra oggi e domani dal dg, arrivato da Expo con Tronca e forse destinato a Italferr: “Ovviamente è nel diritto di codesta amministrazione mutare la governance dell’azienda e su questo non ho nulla da dire”. L’assessora Linda Meleo, invece, non si fa pregare: “È molto grave che uno scambio di comunicazioni interne tra Campidoglio e Atac sia reso pubblico da un senatore del Pd, che ne strumentalizza i contenuti per i propri fini politici. È singolare inoltre che la sindaca non compaia tra i destinatari seppur richiamata in causa più volte”. Nel merito, la delegata alla Mobilità “ricorda che il dato del 95 per cento dei treni disponibili è stato comunicato dallo stesso dg e che i 18 milioni di euro per la manutenzione sono stati stanziati prima di Ferragosto”. Insomma, sui trasporti volano stracci.

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Fonte: la Repubblica

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