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CIAO MARCO

Marco Pannella, lo storico leader dei Radicali è morto, all’età di 86 anni, era stato ricoverato ieri nella clinica del quartiere Coppedè, dopo l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Quando si parla di Radicali italiani, è impossibile non associare immediatamente il nome a quello del suo storico leader, Marco Pannella. Abruzzese di Teramo, classe 1930 e un nome di battesimo che pochi conoscono, Giacinto, che però rinnegò ben presto, sin dai suoi primi anni di impegno politico nel Partito liberale italiano e come presidente dell’Unione goliardica italiana (Ugi) e dell’Unione nazionale universitaria rappresentativa italiana (Unuri).

Erano gli inizi degli anni Cinquanta e il giovanissimo Pannella operò già la prima scelta politica, seguendo Mario Pannunzio e il gruppo del settimanale “Il Mondo” nella formazione di un nuovo partito nato dalla costola della sinistra liberale del Pli. Figura dunque tra i fondatori del Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali (1955), di cui otto anni dopo diventò segretario (1963), scegliendo una linea politica apertamente anticlericale e antimilitarista. Ma la sua cifra non è mai stata ingabbiata in nessuno dei vecchi schemi del Novecento, così come dopo la fine della cosiddetta Prima Repubblica nessuno è mai riuscito a portare Pannella e i radicali in un solo campo di gioco, che sia esso di centrodestra o di centrosinistra.

Marco Pannella ha legato indissolubilmente il suo nome alle battaglie per il riconoscimento di dei diritti civili.

Quelli che sono entrati a far parte della consuetudine di ogni cittadino italiano. Lo strumento di “lotta” preferito, oltre ai suoi famosissimi scioperi della fame e della sete, è sempre stato quello dei referendum.Come quelli storici sul divorzio (1974) e sull’aborto (1981), ma dalla fine degli anni Settanta fino alla metà degli anni Ottanta, sono stati molti altri i quesiti presentati dai Radicali: sui reati di opinione, per l’abolizione dei tribunali militari, contro l’ergastolo e il porto d’armi, per la legalizzazione delle droghe leggere, contro il nucleare, a favore dell’abolizione della caccia e per la smilitarizzazione della Guardia di finanza. Non tutti furono vinti, ma molti entrarono di diritto nella storia del nostro Paese.

A dispetto dell’enorme quantità di battaglie condotte, Pannella varca le porte di Montecitorio solo nel 1976, a 46 anni, e fu rieletto per le quattro legislature consecutive, fino al 1992, quando scoppiò Tangentopoli, che spazzò via la vecchia partitocrazia, senza che le inchieste del pool di Milano lambissero nemmeno una volta il Partito radicale.

Nella sua carriera Pannella ha avuto grandi sodalizi e bruschi addii. Il suo più longevo periodo di interregno è stato quello con Emma Bonino, ma nel corso degli anni alla sua corte si sono formati leader e protagonisti della vita politica come Francesco Rutelli, Alfonso Pecoraro Scanio, Peppino Calderisi, Marco Taradash, Gaetano Quagliariello, Marcello Pera, Benedetto Della Vedova, Elio Vito, Daniele Capezzone, Roberto Giachetti e Marco Cappato.

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Fonte: Italpress