IL CANDIDATO LEGHISTA DI FERMO: “MI VOTANO ROMENI, IVORIANI E PUTT… UNA CIURMA MI FARÀ VINCERE”

Romeni, ivoriani e prostitute: Una ciurma che non me la può levare neanche il Padreterno”. Così Luciano Romanella, candidato della Lega al consiglio comunale di Fermo, definisce il suo elettorato in una conversazione con un amico di altre simpatie politiche.
Romanella, racconta la Repubblica, consigliere di lungo corso con un passato alla guida di un movimento civico e fra gli animalisti, è proprietario di immobili che affitta a immigrati e prostitute: “A me non dà fastidio nessuno, l’elettorato mio è inavvicinabile, il 50 per cento sono romeni. Domani sera sono a cena con gli ivoriani, sono 39 voti matematici. Ho una ciurma che non me la può levare neanche il Padreterno, capisci? Le tr.. di Tre Archi, quelle che non fanno più il mestiere, il giro attorno al Paradise. Tutta questa roba là non me la leva nessuno”. Romanella spiega il suo passaggio con Salvini per motivi pratici: “Mi sono dovuto mettere con la Lega: perché se il centrodestra prende la Regione, io comando Fermo… Datemi il voto disgiunto e io comando Fermo coi soldi della Regione”.
Dopo la pubblicazione di quel messaggio audio, Romanella ha spiegato a Cronache Fermane: “Era una conversazione privata e credo che capiti a tutti di calcare i termini e usare un linguaggio diverso da quello quotidiano quando si scherza in confidenza. Non ho detto nulla di clamoroso. Chi mi conosce sa che questo è il mio elettorato. Volevo mettere in evidenza che nonostante fossi candidato con la Lega, c’è la comunità ivoriana con cui sono andato a cena che mi vota. Ci sono i rumeni e anche qualcuna che in passato ha esercitato il mestiere più antico del mondo e ha scelto di restare a vivere a Lido Tre Archi. Non parlo di cittadini di serie B, ma di persone che vedono in me una figura a cui dare fiducia”.




CARLO SIBILIA SOTTOSEGRETARIO GRILLINO ALL’INTERNO A PROCESSO PER VILIPENDIO AL CAPO DELLO STATO

Carlo Sibilia, parlamentare del Movimento 5 Stelle e sottosegretario al ministero dell’Interno, è stato rinviato a giudizio, dal gup del tribunale di Roma, per vilipendio nei confronti dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La vicenda risale al 2014, quando l’allora Presidente della Repubblica Napolitano depose la sua testimonianza nel processo sulla cosiddetta “trattativa Stato-mafia”. All’epoca la Corte d’Assise di Palermo respinse la richiesta degli imputati Totò Riina, Leoluca Bagarella e Nicola Mancino di assistere alla deposizione in videoconferenza.
A questo proposito Sibilia scrisse su Twitter: “Perché secondo voi impediscono agli scagnozzi Riina e Bagarella di “vedere” il boss?”, riferendosi a Napolitano. Il processo nei confronti di Sibilia inizierà il 16 dicembre davanti al tribunale monocratico.

Fonte: Il Post



IL PARADOSSO DI BEPPE GRILLO SULLE DITTATURE CHE FUNZIONANO MEGLIO DELLE DEMOCRAZIE

Beppe Grillo, garante del M5S, in collegamento con la conferenza stampa al Senato sulla presentazione del decreto Mise, ha illustrato come a suo dire funzionerebbe il sistema democratico vigente in Italia, rapportandolo poi a quello di alcuni paesi esteri: “Oggi non è il problema di destra e sinistra, noi siamo un popolo di anziani, in Parlamento ci occupiamo di cose inutili, di nomine, queste cose qui non le concepisco. Ogni decisione di Singapore o di Taiwan viene presa chiedendo ai cittadini, ma al governo c’è il figlio del Re. Ma sono dittature, ed è paradossale che funzionino meglio delle democrazie.
Eccolo lì.
Come non ricordare i desaparecidos, i torturati e i massacrati in Cile da Pinochet. Come non ricordare gli ebrei dell’olocausto hitleriano. Come non ricordare le sparizioni di intere comunità di argentini buttate in mare dagli aerei del dittatore Videla. Come non ricordare i milioni di morti nei gulag staliniani. Come dimenticare la stagione del regime dei colonelli in Grecia. Come dimenticare l’abolizione del regime parlamentare, che aveva governato il regno d’Italia fin dalla sua costituzione il 17 marzo 1861, per volontà di Mussolini.
Grillo riesce a fare due esempi sbagliati di dittatura. Per dovere di cronaca è necessario ricordare che Singapore è una repubblica parlamentare ed è considerato un paese parzialmente libero secondo l’ultimo rapporto dell’Ong Freedom House, mentre Taiwan ha invece subito tra gli anni ’80 e ’90 una transizione politica che dall’essere una dittatura militare monopartitica l’ha portata a diventare una moderna repubblica semipresidenziale, classificata come paese libero sempre nell’ultimo rapporto di Freedom House del 2020.

Fonte: Notizie.it
Video: Corriere della Sera



IL SOTTOSEGRETARIO 5 STELLE CHE DICE: “PURTROPPO IN ITALIA C’È LIBERTÀ DI VOTO”

Alessio Villarosa, sottosegretario all’Economia del Movimento 5 Stelle, a chi gli fa notare che molti italiani potrebbero votare No al referendum sul taglio del parlamentari, risponde così: “Purtroppo c’è libertà di voto”.

Poi il commento viene cancellato e il sottosegretario grillino lo annuncia su Facebook:
“Ci tengo a precisare una cosa, ieri ho scritto un commento che ho già rimosso, che è stato frainteso per un “PURTROPPO” in eccesso. Nessuno ha mai voluto, nè mai vorrà, limitare il diritto di voto e soprattutto di pensiero nè sul Referendum nè su qualsiasi altro argomento. La libertà di parola o di scelta è uno dei diritti fondamentali del cittadino ed è grazie anche a questo diritto che il Movimento è riuscito a diventare il primo partito in Parlamento. Sono salito sui tetti del Parlamento per difenderla e cavalcare un “errore espressivo” per delle polemiche politiche credo sia mera propaganda politica, volete votare NO? fatelo per argomenti più importanti (che sicuramente avrete) di un banale commento sulla mia fanpage.”.

Sicuramente le scuse a tutti gli italiani sarebbero state doverose.



IL PROF DELL’UNIVERSITÀ DEL MOLISE CHE OFFENDE ELLY SCHLEIN

Marco Gervasoni, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università del Molise ed editorialista del quotidiano Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti ha commentato su Twitter la copertina che il settimanale L’Espresso dedica a Elly Schlein, vicepresidente dell’Emilia Romagna, con un: “Ma che è, n’omo?”. Espressione palesemente sgradevole e misogina.

Gervasoni non è nuovo a toni irridenti e insulti sui social che scatenano, racconta la Repubblica,  ogni volta una marea di polemiche.
L’estate scorsa si è espresso in modo ruvido sul tema dell’immigrazione illegale e del traffico di esseri umani, rilanciando una proposta di Giorgia Meloni e twittando: “Ha ragione Giorgia Meloni, la nave va affondata. Quindi Sea Watch bum bum, a meno che non si trovi un mezzo meno rumoroso”. Parole per le quali ha pesantemente protestato l’Anpi di Campobasso e poi silurato dalla Luiss.
Dopo le polemiche scatenate dal tweet per il quale viene sommerso da una pioggia di critiche, Gervasoni, citando un articolo di Dagospia, tenta di rigirare la frittata e di giocare la carta “esperimento di psicologia sociale”. La teoria, però, non regge affatto, racconta Giornalettismo. L’insulto a Elly Schlein, al netto di come si sia sviluppato il dibattito successivamente da parte di terzi, è diretto, gratuito e ingiustificato. Soprattutto se a renderlo pubblico sui social network è stato un professore universitario che, oltre alla formazione dei suoi studenti, dovrebbe dare l’esempio per il loro relazionarsi con il mondo esterno sulle tematiche storiche dell’attualità.

“E’ semplicemente la vicepresidente di una bellissima regione che si chiama Emilia-Romagna, eletta dagli elettori e nominata dal sottoscritto. Lei è semplicemente, invece, un cialtrone, ha scritto su Facebook il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini,  in difesa della sua vice.

Per quanto mi riguarda mi associo alle parole del Presidente Bonaccini e ritengo che l’Università del Molise deve prendere ben altre e più decise determinazioni che la “timida” presa di distanza da Gervasoni.