BERLUSCONI METTE IN CASSA INTEGRAZIONE I DIPENDENTI DI FI

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berlousconi-matteoderricoCassa integrazione per gli 81 dipendenti di Forza Italia. Dal primo marzo le scarse risorse finanziarie a disposizione, dopo la cancellazione del finanziamento pubblico, non consentiranno alternative alla Cig. La procedura è stata avviata dalla tesoriera Maria Rosaria Rossi.

Per 44 degli 81 dipendenti in servizio effettivo è stata formalizzata la richiesta di cassa integrazione al 50 per cento delle ore lavorate (a rotazione o con part time), a zero ore per i restanti 37, l’alternativa sarebbe stato l’esubero (per almeno 55).

La cassa integrazione – se oggi sarà raggiunto l’accordo con la super visione del ministero – dovrebbe scattare dal primo marzo e avrebbe la durata di 12 mesi, rinnovabili per altri 12. I lavoratori in questione hanno percepito finora una retribuzione media di circa 1.400 euro mensili netti, destinata a essere decurtata e non di poco.

L’amministratrice Maria Rosaria Rossi è fiduciosa, ma ammette le difficoltà. «Le risorse sono ormai al lumicino, per noi come per gli altri partiti – spiega – Nonostante questo, abbiamo fatto di tutto e con l’aiuto dei sindacati riusciremo a mettere in campo gli ammortizzatori sociali che consentiranno di tenere comunque in servizio gli 81 dipendenti, anche se nella formula della cassa integrazione.

Già dallo scorso 3 ottobre il Pdl aveva messo in cassa integrazione a zero ore i suoi 42 dipendenti, ma nel loro caso con la certezza del licenziamento dal prossimo settembre, dato che quel partito si è estinto. Certo è che le casse vuote peseranno anche sull’imminente campagna per il voto di maggio in sette regioni.

Comizi in piazza (dopo la ritrovata libertà di movimento dall’8 marzo), molta tv e poco altro, per Silvio Berlusconi, che al pari di qualsiasi privato cittadino non potrà “donare” al suo partito più di 100 mila euro l’anno. Forza Italia, con il suo disavanzo da 25,5 milioni si regge ancora grazie alle fideiussioni bancarie del leader per 83 milioni.

mader

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