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BECCHI A GRILLO: I NOMI PER LE QUIRINARIE DEVE FARLI LA RETE, NON RENZI

paolo-becchi_matteoderricoPaolo Becchi soffre e non poco. Quirinarie “rottamate”? «La cosa incredibile è che il M5S aspetta i nomi da Matteo Renzi e se non arriveranno ne faranno alcuni loro che saranno almeno nelle corde del presidente del Consiglio». Per la stampa è l’ideologo della cosa di Beppe Grillo. Il filosofo del diritto genovese più che il guro sembra ormai l’ultimo e il più appassionato dei pentastellati. Critico, criticissimo.

E Non ci sta a cedere il passo a quelli che liquida come «tatticismi» di Palazzo in vista dell’elezione del presidente della Repubblica. Con Barbadillo non si trattiene: «Insomma, siamo diventati a suo servizio?». Si riferisce al capo del Pd, ovviamente. Ci scherza ma neanche troppo: «Pare che si aspetti Godot, ma Godot non arriverà». Così Becchi vede sullo sfondo una consultazione in rete che sembra assai meno originale rispetto a quella di due anni fa: «Spero di sbagliarmi di tutto cuore, ma all’inizio della settimana prossima ci saranno delle Quirinarie bloccate. E lo sappiamo, ci sono già ventimila persona sempre disponibili ad avvalorare il grande capo. E a quel punto passeranno i nomi che hanno deciso Grillo e Casaleggio».

È la fine della stagione della democrazia diretta?
«Guardi, così facendo, mettiamo in discussione i principi fondamentali dei cinque stelle. Per una elezione del Presidente ci stiamo giocando tutto questo. Francamente è molto grave».

Lei però ci crede ancora, giusto?
«L’intelligenza collettiva della rete può sorprendere, come già ha sorpreso con Rodotà. Magari sarebbe riuscito di nuovo il suo nome, chi lo sa… Io però mi sarei affidato, anche in questa situazione, a delle Quirinarie aperte e libere. Sarebbe stato meglio. Non vanno bene tutti questi tatticismi».

Il Presidenzialismo non risolverebbe molti dei problemi attuali?
«Non credo che oggi il problema sia di passare ad un sistema presidenziale. L’Italia oggi ha problemi ben più grossi e non riguardano assolutamente il cambio della forma di governo. Invece si pensa a rottamare la Costituzione, a produrre una legge elettorale che è peggio del Porcellum, a eleggere un presidente della Repubblica frutto dell’accordo tra Renzi e Berlusconi. Per questo il M5S dovrebbe continuare per la sua strada, come ha sempre fatto».

Così però il M5S rischia la marginalità, non trova?
«Ma se i giochi sono delle porcate, meglio stare fuori. Almeno i cittadini sapranno che il movimento è stato fuori da certi giochi».

Appunto, e con gli italiani come la mettiamo?
«Credo che siano totalmente nauseati dal “novennato” di Giorgio Napolitano. Se il prossimo presidente fosse un non politico, gli italiani ne sarebbero contenti. Invece, ahime, si stanno già accordando. E lo ripeto, il M5S farebbe benissimo a rimanere fuori dei giochi».

Il suo sembra un grido disperato.
«Guardi, non attendono altro che entrare in partita. Il rischio vero, però, è perderla questa partita».

mader

Fernando Massimo Adonia per Barbadillo