ASSEMINI: ESPOSTO CONSIGLIERI M5S CONTRO SINDACO GRILLINO

image_pdfimage_print

mario_puddu_matteoderricoConflitti di interesse, promozioni di familiari e siluri politici ai nemici, estranei all’amministrazione che governano il Comune: ora il caso di Mario Puddu, il sindaco grillino di Assemini, è al centro di un’inchiesta giudiziaria condotta dal pm Marco Cocco.

L’esposto. Ad aprire il sipario giudiziario sulla battaglia tutta interna al M5S sono state le tre consigliere comunali ribelli – Irene Piras, Stefania Frau e Rita Piano – che da mesi lottano per riportare condizioni di normalità amministrativa in municipio, dove il sindaco – così sostengono – sembra aver affidato ogni decisione a uno staff di collaboratori esterno al Comune capeggiato dall’avvocato Francesco Murtas, un lungo passato nel Pd, dal perito edile Alberto Nioi e dall’ingegnere Antonello Deidda. Le tre consigliere hanno depositato un esposto in Procura, con allegato un ampio carteggio di atti e documenti, nel quale le situazioni già denunciate rumorosamente nel corso di diverse sedute dell’assemblea civica sono messe nero su bianco per ipotizzare il reato di abuso d’ufficio. Un’ipotesi riferita a fatti sui quali ad Assemini si discute da tempo e sui quali il sindaco Puddu ha risposto con secche smentite.

Le accuse. Ma vediamo quali sono i fatti contenuti nelle quattordici pagine dell’esposto: quasi tutti sono legati al personaggio centrale, l’avvocato Murtas. Chiamato dal sindaco – e inizialmente accettato dalle consigliere – come collaboratore all’indomani della vittoria elettorale grillina, a leggere l’esposto Murtas ha nel tempo accresciuto la propria influenza sull’amministrazione, mettendo mano a qualsiasi atto e decidendo su questioni fondamentali. È scritto nell’esposto: «La sua presenza all’interno degli uffici del palazzo comunale era ed è tuttora costante, onnipresente e particolarmente invadente e ogni decisione politico-amministrativa di un certo rilievo avviene sotto il suo controllo o quantomeno deve avere il suo benestare». Ancora: «Per svolgere tale funzione Murtas visiona, analizza e accede liberamente a documentazione strettamente amministrativa, atti di gestione e quant’altro possa essere rilevante per i suoi interessi. Solo successivamente le esponenti si rendevano conto che l’aiuto reso dall’avvocato Murtas fosse tutt’altro che disinteressato».

Incarichi e deleghe. Qualche esempio, sempre contenuto nell’esposto: Murtas interviene sulla pianta organica del Comune e la moglie, Stefania Picciau, acquisisce d’incanto una posizione di responsabilità con un forte aumento della retribuzione, il tutto senza passare per le procedure di valutazione stabilite dalla legge. Cresce anche il potere di Jessica Mostallino, vicesindaco cui viene assegnata anche l’inedita delega assessoriale al contenzioso. Grazie a quella la Mostallino, praticante legale e secondo l’esposto «notoriamente collaboratrice nello studio di Murtas» si occupa delle controversie in cui l’avvocato è controparte dell’amministrazione e fa pressioni – così scrivono le tre consigliere – perché a Murtas vengano liquidate parcelle arretrate per 100mila euro. Dall’esposto: «Si verifica la situazione paradossale e di grave conflitto di interessi in cui l’avvocato Murtas è al contempo consulente per il Comune del quale si vorrebbe – con il benestare del sindaco – tutelare gli interessi e, dall’altro lato, è lui stesso artefice di contenziosi contro l’amministrazione, occupandosi, attraverso la propria “collega di studio” assessore Mostallino, della valutazione sulla resistenza in giudizio e sulla scelta degli avvocati che devono patrocinare l’ente».

Sindaco ombra. C’è dell’altro: stando all’esposto Murtas partecipa alle sedute della giunta e detta le risposte alle interrogazioni. Diventa una sorta di sindaco ombra, propone nomine, caldeggia operazioni importanti come quella legata all’Eurospin. Con risultati che il Collegio dei revisori dei conti giudica in negativo: «Le scelte arbitrarie del sindaco e del suo staff hanno portato un aggravio al bilancio dell’ente, che si trova oggi in un forte stato di precarietà degli uffici». Murtas e la Mostallino smentiscono tutto attraverso i propri legali: la vicesindaco – dicono – non ha alcun rapporto di collaborazione con Murtas e Murtas non ha alcun contenzioso in corso con il comune di Assemini.

mader
La Nuova Sardegna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *