ARRESTATO IL SINDACO LEGHISTA DI APRICENA

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Il sindaco leghista di Apricena (in provincia di Foggia) Antonio Potenza è stato arrestato, dalla Guardia di Finanza,  nell’ambito dell’operazione “Madrepietra” per gravi reati contro la Pubblica amministrazione, la “par condicio imprenditoriale”, la Fede Pubblica ed il Patrimonio.

Il sindaco di Apricena dopo undici anni di militanza in Forza Italia ha aderito alla Lega di Matteo Salvini nel maggio del 2018, esattamente un anno prima delle elezioni che lo avrebbero poi portato a stravincere col 71,52% delle preferenze e per la terza volta nel piccolo comune del foggiano.
L’allora coordinatore regionale – e ora eurodeputato – del partito del carroccio, Andrea Caroppo, lo definì il “volto del buon governo in Puglia”.
A ‘inguaiare’ il sindaco, finito ai domiciliari, è la denuncia di un suo collaboratore presentata il primo marzo 2016 presso la sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza della Procura della Repubblica di Foggia. Secondo l’attività di indagine, che prende le mosse proprio dalle dichiarazioni dell’ex uomo di fiducia del sindaco in merito a presunte irregolarità nelle procedure di assegnazione di appalti di opere pubbliche, Antonio Potenza, ancora esponente di Forza Italia, avrebbe contattato il “collaboratore” insieme a Matteo Bianchi (anche lui ai domiciliari) nel corso dell’anno 2012, prima delle elezioni, affinché desse una mano per la campagna elettorale in suo favore per la carica di sindaco di Apricena in cambio di un posto di lavoro “quale corrispettivo – scrive il Gip nell’ordinanza – dell’ausilio fornito per ‘portare voti’ al Potenza”.
Quando lo stesso collaboratore, al quale Potenza aveva già dato 1300 euro in contanti a titolo di compenso per l’aiuto nella campagna elettorale, chiede al neo sindaco di far lavorare tre piccoli artigiani muratori del posto per la ristrutturazione dei loculi cimiteriali comunali, “Potenza manifestava il proprio diniego, motivato sul presupposto che i lavori erano già stati promessi a un consigliere comunale (…) Il sindaco Antonio Potenza, per ‘dare un contentino’ al collaboratore, lo faceva lavorare in qualità di muratore per sette/otto giorni presso la ditta” alla quale aveva assegnato l’appalto.
I lavori al cimitero vengono poi eseguiti solo parzialmente, nonostante l’ottenimento dell’intero compenso pattuito nel contratto. Situazione “ben nota al sindaco e all’ingegner Matteo Bianchi”, si precisa nell’ordinanza. Potenza, sfiduciato dal Consiglio Comunale, nel 2013 si ricandida a sindaco e contatta nuovamente il collaboratore per chiedergli lo stesso appoggio in cambio di 1700 euro in contanti.
“Rieletto, per sdebitarsi (con l’uomo che poi lo avrebbe denunciato, ndr) – continua l’ordinanza – gli faceva assegnare una casa popolare, contravvenendo alle aspettative di quest’ultimo in quanto il suo scopo era quello di farsi assumere a tempo indeterminato nell’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti ad Apricena”.
Fonte: AdnKronos

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