QUANDO I 5 STELLE VOLEVANO RACCOGLIERE SOLDI PER L’OPERA MERITORIA DELLA NAVE ONG SALVA MIGRANTI

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“La storia che vi sto per raccontare è una storia veramente eccezionale che ho potuto toccare con mano ieri a largo di Lampedusa…”. Lo scriveva in un post, pubblicato il 21 settembre 2015, l’eurodeputato del M5S Ignazio Corrao sul suo sito, chiedendo ai lettori la stessa attenzione che il collega Di Maio invoca per Zuccaro e le sue denunce, quando a bordo della Phoenix raccontava l’opera meritoria dell’organizzazione dei maltesi Catrambone.

A scovare il vecchio linkscrive  – Letteta 43 – è Gino Pino su Facebook, a dimostrazione che la Rete non perdona né dimentica.

E Corrao continua: “Ascoltatela con attenzione perché è una storia che va in totale controtendenza con la disarmante avidità con cui conviviamo ogni giorno. È una storia positiva, una di quelle storie che ci fa credere che esiste speranza negli uomini in questo mondo.

La nave che vedete nella foto è la Phoenix e la signora che è con me si chiama Regina Catrambone ed è originaria di Reggio Calabria. Lei e suo marito Christofer, statunitense, hanno deciso di trasferirsi a Malta (anche se stanno spesso a bordo) ed impiegare le proprie risorse private per salvare le vite dei migranti nel mar Mediterraneo. Si, avete capito bene, usano soldi privati per salvare vite umane. MIGLIAIA DI VITE UMANE.

La nave dei coniugi Catrambone è la prima imbarcazione di salvataggio finanziata interamente da privati e appartiene al Migrant offshore aid station (Moas) che fa quello che gli Stati non fanno, ossia ricerca e salvataggio nel mar mediterraneo…
Sulla Phoenix ci sono due gommoni, due droni-elicottero, presidi sanitari e di prima accoglienza e la presenza nell’equipaggio di “Medici senza Frontiere”. L’equipaggio sta a bordo per mesi, vive costantemente alla ricerca del salvataggio di vite umane.

Chiaramente una missione del genere ha un costo ingente (circa 12.000€ al mese oltre all’investimento iniziale per la Phoenix) e a causa dell’esaurimento delle risorse private dei Catrambone la missione era stata interrotta. Per poi fortunatamente riprendere grazie all’ingresso di nuovi soci e donazioni.

Siamo stati ospiti sulla Phoenix e abbiamo intervistato Regina, che ci ha spiegato come secondo lei e suo marito è normalissimo che i privati facciano quello che le istituzioni non riescono a fare…

Per chi volesse saperne di più, e magari dare il suo contributo, sul sito del Moas c’è sia il contatore delle vite umane salvate (l’ultimo display ne conta più di 11.100) sia il contatore del crowdfunding, oltre alla analitica spiegazione di come si svolgono le missioni…”

mader

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