5 STELLE SENZA MAGGIORANZA A RAGUSA, SI DIMETTE UN ALTRO CONSIGLIERE GRILLINO

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Erano prima in 18. E su 30 consiglieri comunali, il Movimento 5 Stelle avrebbe potuto rivoltare la città di Ragusa come un calzino. Ma fin da subito, dopo pochi mesi, sono iniziati i malumori interni. E via via hanno abbandonato il gruppo alcuni consiglieri.

L’ultima in ordine di tempo è stata ieri sera in Consiglio comunale la consigliera Gianna Sigona, di cui si era occupata la cronaca nazionale quando sul suo profilo social aveva pubblicato la foto della statua di Mussolini che ha in casa. Il Movimento 5 Stelle, travolto delle polemiche, aveva detto che l’avrebbe sospesa ma poi non fu così. La Sigona fu molto dura in Consiglio comunale proprio contro i 5 Stelle ma poi rimase nel gruppo. Fino a ieri quando ha annunciato di lasciare il movimento e di non condividerne più la direzione politica.
Ecco la sua dichiarazione: “Intervengo solo per annunciare la mia fuoriuscita dal gruppo consiliare del M5S. Ho preferito comunicare la mia scelta dopo le elezioni regionali, giacché ritenevo più corretto non alimentare il dibattito politico interno al Movimento durante la già incandescente competizione elettorale.
Non condividendo più la linea politica del Movimento tanto a Roma quanto a Palermo e nella nostra città e non condividendo i metodi con i quali il gruppo consiliare riflette le proprie scelte, credo sia più opportuno annunciare il mio passaggio al gruppo misto, convinta come sono di poter contribuire ugualmente, come sempre fatto, all’interesse complessivo della nostra città”.
Naturalmente il suo intervento ha aperto un breve dibattito in aula con vari consiglieri comunali che sono intervenuti per sottolineare non solo la scelta della Sigona che lascia il gruppo grillino, ma soprattutto per far presente che, ormai definitivamente, il sindaco Federico Piccitto ha perso la maggioranza. I consiglieri di opposizione salgono infatti a 16 mentre quelli di maggioranza sono così 14. E questi numeri diventeranno importanti quando ci saranno da assumere le decisioni importanti, come il bilancio e gli altri strumenti di programmazione. Sempre che non ci sia, come auspicato al termine del suo intervento da Maurizio Tumino, un patto di fine legislatura in cui i 5 Stelle, ma prima di loro l’Amministrazione comunale, scenda a compromessi con l’opposizione.
Al Comune è sempre più caos. Il consigliere Gianluca Morando, del Movimento Civico Ibleo, ha lasciato la presidenza della commissione Affari Generali. Era l’unico presidente appartenente all’opposizione, eletto alla guida di una delle commissioni consiliari. Perché si è dimesso? Lo spiega lui stesso.
“Una decisione ormai inevitabile – sottolinea l’esponente del Movimento Civico Ibleo – legata al fatto che, nonostante in tutti questi anni, mi sia lamentato per la scarsa attenzione istituzionale rivolta all’organismo in questione, che anzi è stato volutamente e costantemente delegittimato, siamo arrivati a fare i conti con la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Infatti, la scelta di snobbare la commissione Affari generali, così come è continuato ad accadere sotto le due presidenze del Consiglio che hanno guidato i lavori del civico consesso, ha raggiunto l’apice nel momento in cui è stato scelto di mandare in aula, senza passare prima dalla commissione per l’analisi e lo studio, la delibera che prevedeva il sorteggio per la nomina dei tre nuovi revisori dei conti”. Morando spiega che “più volte, nel corso di questi anni, ho chiesto, durante la conferenza dei capigruppo, di ridare dignità piena alla commissione da me presieduta. Ma evidentemente la maggioranza – continua – ha preferito girarsi dall’altra parte. Un fatto gravissimo che ha messo a dura a prova l’agibilità democratica dell’ente di palazzo dell’Aquila. Ecco perché, perdurando questa situazione, e avendo verificato che ogni richiesta di garantire delle risposte è venuta meno, ho scelto di rimettere il mio incarico, l’unico modo che mi è rimasto per stigmatizzare scelte infelici e assolutamente irrispettose del ruolo istituzionale di cui mi ero fatto carico”.
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Fonte: Ragusaoggi

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