LO SVARIONE DEL DEPUTATO 5 STELLE CHE SPIEGA CHE LE NORME DEVONO ESSERE VAGHE

“Le norme devono essere vaghe”. Lo ha detto il deputato abruzzese del Movimento 5 Stelle e avvocato Andrea Colletti. Il Colletti-pensiero viene enunciato, nella giornata di mercoledì, alla Camera dei Deputati durante l’esame della riforma del voto di scambio politico-mafioso, racconta Giustizia News24.it.

“Quando redigiamo le norme – aveva spiegato Colletti – dobbiamo comprendere che l’interpretazione delle norme nella loro vaghezza, perché tutte le norme devono essere in un certo senso vaghe sebbene tassative, possano essere interpretate dalla giurisprudenza sia in maniera estensiva che in maniera restrittiva”.
Inevitabile l’ironia del deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto: “Non posso che avere il sorriso sulle labbra, perché davvero ci sono dei piatti che ti vengono serviti in modo perfetto. Quando io ascolto una facezia, un originalissimo, una corbelleria e sento dire che ‘tutte le norme devono essere vaghe’ … io voglio un applauso su questa affermazione perché siamo di fronte ad una idiozia, con la ‘i’ maiuscola e la ‘a’ finale maiuscola. Vorrei dire che le norme penali per chi ha un minimo di dimestichezza scolastica, neanche universitaria, devono essere soggette al principio ‘legalità’, tassatività, precisione, tipicità. Il fatto deve essere tipico, perché quando mi sveglio la mattina io devo sapere cosa è lecito e cosa no”.
Poi Sisto si arrabbia: “Si devono eliminare dal dibattito parlamentare queste espressioni che disonorano non il nostro impegno ma la cultura giuridica di questo paese”.



GOVERNO APPESO AL BUCO NELLA MONTAGNA

Resta alta la tensione nel governo sul fronte Tav così come restano le scintille fra i due vicepremier. “Credo che non ci sia da aprire una crisi, una crisi è già aperta. Il governo giallo-verde è sull’orlo delle crisi. Forse ci metteranno una pezza. Una difficoltà c’è ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni.

Ai giornalisti che chiedevano un commento alle parole di Buffagni, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da Genova ha replicato: “Non rispondo a domande sulle interviste altrui. Noi stiamo lavorando per la crescita economica. Come ho anticipato anche per sfuggire solo al totem Tav – No-Tav, da lunedì sarò in giro per l’Italia, cantiere per cantiere. Oltre al famoso decreto sblocca cantieri saremo cantiere su cantiere per controllare e verificare. Abbiamo un approccio pragmatico e operativo. Questo è quello di cui ha bisogno l’Italia”. E a chi gli chiedeva se possa essere spostato il termine di lunedì per i bandi Telt, il premier ha risposto: “Dobbiamo lavorare, l’Italia vuole che noi lavoriamo, non vuole che noi ci fermiamo a fare dialettica”. “Adesso vedrete, presto conoscerete le mie determinazioni a riguardo. Non anticipo nulla” ha aggiunto.
“Nessun vertice di governo oggi, io vado a Milano. Ne riparliamo lunedì”, ha tagliato corto Matteo Salvini, aggiungendo: ”Io sono per fare non per disfare”. Ospite di Rtl, a chi gli chiedeva se sulla questione Tav potrebbe saltare il governo, il vicepresidente del Consiglio ha risposto: “No, sono contento di quello che il governo ha fatto in questi nove mesi, tante cose rimangono da fare. Però – ha puntualizzato – la Lega sicuramente non voterà mai nessun provvedimento al governo e in Parlamento per bloccare un’opera pubblica importante. E’ una discussione, ci sta, io non ho altre ambizioni che quella di continuare a fare il ministro dell’Interno, però bisogna scegliere, non si può sempre rimandare”. Quindi ha sottolineato: “Lunedì devono partire quattro bandi per i lavori in territorio francese per rimuovere la macchina che era ferma, a me interessa quello”.
“Quest’Alta velocità la vuole la maggioranza degli italiani – ha rimarcato Salvini – Abbiamo speso dei soldi degli italiani per scavare un pezzo di tunnel, rimarrò convinto finché campo che i soldi che ci rimangono è meglio spenderli per finire questo tunnel piuttosto che spenderli per riempire il buco che abbiamo fatto. Nel contratto di governo c’è la revisione dell’opera, che ci sta, che è giusta. Rivedere un’opera è importante, intelligente, tutto è migliorabile, però fermarla no, conto che il buon senso prevalga”. Aspettare le elezioni europee per prendere decisioni definitive sulla Tav “non è che cambi molto”, ha detto ancora il vicepremier, “perché il tunnel è lì l’8 marzo e sarà lì anche l’8 giugno. Se qualcuno vuole dire no, non si fa, ce lo dica, punto. Io non sono e non sarò mai d’accordo, siccome la Lega è una delle due componenti di governo, scelgano gli ascoltatori”.
Quanto alla tenuta dell’esecutivo, Salvini non ha dubbi. “Questo è il governo e per quello che mi riguarda questo è il governo che andrà avanti” ha assicurato il vicepresidente del Consiglio, commentando la disponibilità a sostenere un governo da lui presieduto manifestata da Silvio Berlusconi. Lo “ringrazio per la stima, ma mi piace fare quello che sto facendo e quindi non ho ambizioni personali e comunque la parola data viene prima di qualunque sondaggio e di qualunque ambizione personale. Non sento sirene e lusinghe che mi dicono fai qui fai di là”.
Luigi Di Maio, capo politico del M5S, oggi ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Siamo qui per parlare di un tema che mi ha lasciato piuttosto interdetto: il fatto che non noi, ma la Lega ieri abbia messo in discussione il governo legandolo al tema Tav” ha detto il vicepremier. “Il contratto tra il Movimento 5 Stelle e la Lega è un atto solenne che fonda la nascita del governo – ha scandito – Nel contratto, che ho firmato come capo politico, ci sono i temi che stanno più a cuore al Movimento 5 Stelle per migliorare la qualità della vita degli italiani”. E nel contratto era prevista “una ridiscussione integrale del progetto Tav Torino-Lione”. “Quello che c’è nel contratto si porta a casa – ha sottolineato Di Maio – Finora è sempre stato così. Le cose che sono state avviate finora le abbiamo concluse. Se c’è un accordo nel governo una strada tecnica c’è sempre. In questo momento non c’è un accordo nel governo. Gli atti previsti dal contratto devono essere realizzati”.
Il ministro del Lavoro ha voluto mettere in chiaro che “non è questione di testa dura, non siamo bambini. Qui bisogna sedersi al tavolo ed evitare di vincolare i soldi degli italiani” o “si fanno danni alle casse dello Stato. Non è questione di sfide, devono vincere gli italiani, i soldi sono loro: per questo è necessario proseguire col metodo che ci siamo dati” e “onorare quel che abbiamo scritto nel contratto di governo”. “Noi – ha spiegato – in questo momento lavoriamo alla soluzione tecnica per evitare di impegnare i soldi degli italiani su una opera che va ridiscussa integralmente, l’obiettivo è un accordo di governo su questo. La questione ora è politica, non tecnica. Se c’è accordo si fa tutto”.
“L’analisi costi-benefici ha confermato che” dietro il no Tav dei 5 Stelle “non c’era un motivo ideologico, ma un fondamento scientifico – ha rimarcato ancora Di Maio – quest’opera non si tiene in piedi, non è profittevole. Il risultato non era scontato”. E “in questo momento i tecnici sono al lavoro per fare in modo che non si impegnino i soldi degli italiani lunedì, che non si vincolino i soldi degli italiani” ha ribadito. Quindi “siamo tutti al lavoro. Sarà inevitabilmente un weekend di lavoro”, ha aggiunto Di Maio. Poi, rispondendo a Matteo Salvini: “Non mi si può dire ‘a lunedì, arrivederci’. Questo fine settimana deve essere un fine settimana di lavoro”. “Non è una questione di sfide, di chi vince. Qui devono vincere gli italiani”, ha sottolineato il capo politico del M5S evidenziando che “il contratto di governo ci ha anche insegnato ad essere leali”. La ridiscussione del Tav “prevede un processo complesso” che passa “dall’interlocuzione con altri Paesi, non c’è un atto unilaterale. Ma mentre parliamo di questo, voglio la garanzia che si faccia sul serio. Se sui fondi europei si lavorasse insieme nel governo, dicendo ‘c’è una discussione, evitiamo di impegnare i soldi’, eviteremmo un affronto alla Ue, non vogliamo provocare. Le soluzioni tecniche sono a portata di mano, ma serve compattezza del governo” ha detto ancora Di Maio.
Un decreto in Consiglio dei ministri per bloccare i bandi sul Tav? “Su questo sono allo studio tutte le soluzioni tecniche, ma qui è una questione di accordo, nemmeno di prove di forza. In alcuni consessi il M5S potrebbe tentare la prova di forza, ma non parliamo di questo. Qui parliamo di un punto del contratto di governo: io sono leale al contratto e chiedo lealtà”. Per Di Maio “è da irresponsabili mettere in discussione il governo su un passaggio marginale ma coerente con il contratto di governo”. Inoltre, “non si può mettere a rischio un governo e quindi mettere a rischio importanti provvedimenti come quello su Quota 100 e il reddito di cittadinanza, mettere a rischio la legittima difesa, mettere a rischio il processo in corso per cui risarcire i truffati delle banche. Ci sono decreti attuativi importantissimi che devono essere approvati. Sono motivi di preoccupazione”. Insomma, “non si può mettere a rischio un governo per un punto che è all’interno del contratto di governo. E’ un paradosso”. Poi, in un post su Facebook che accompagna il video della conferenza stampa a Palazzo Chigi, Di Maio ha ribadito: “Il governo deve andare avanti, c’è ancora troppo da fare. Il contratto di governo deve essere rispettato. Gli italiani devono essere rispettati”.
In caso di crisi di governo sul caso Tav è necessario tornare alle urne? “Penso di sì. C’è un governo parlamentare, una maggioranza parlamentare che non è unita su nulla e l’Italia sta pagando un prezzo enorme” ha detto il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd Nicola Zingaretti parlando con i giornalisti prima di partecipare all’evento ‘Donne, Europa, Impresa’ presso We Gil. “Credo che sulla Tav – ha aggiunto – siamo nella dimensione del surreale perché ogni volta c’è una questione per nascondere che il governo tiene in ostaggio l’Italia e purtroppo gli italiani stanno pagando un prezzo enorme in termini di credibilità e fiducia sulla possibilità per questo Paese di andare avanti: credo che siamo nel tempo della irresponsabilità”.
Fonte: AdnKronos