BEPPE GRILLO IRONIZZA PER IL VOTO ONLINE DEL M5S SU SALVINI

Infuria la polemica degli attivisti 5 Stelle per la consultazione online sulla piattaforma Rousseau per l’autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Catania per Salvini sul caso Diciotti.

Il ministro Matteo Salvini ha agito o no nel pubblico interesse, impedendo lo sbarco dei migranti trattenuti a bordo della nave Diciotti? È questa la domanda alla quale i militanti del M5S saranno chiamati a rispondere I militanti del M5S sono chiamati a rispondere con un “Sì”, se si vuole negare l’autorizzazione a procedere o con un “No” se si vuole, al contrario, che il ministro dell’Interno venga processato.
E non si fa attendere la frecciata di Beppe Grillo contro la consultazione online. Il fondatore del Movimento con un post su Facebook ha ironizzato:
“Se voti Sì vuol dire No Se voti No vuol dire Sì. Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!”.

Grillo cita dal romanzo “Comma 22” dell’americano Joseph Heller il noto paradosso della regola per cui “chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”. E fa riferimento al mito greco di Procuste, brigante che stirava le sue vittime su un letto a mo’ d’incudine e tagliava le parti del corpo sporgenti.



CIVITAVECCHIA: ILLEGITTIMO IL FORNO CREMATORIO, LO DICE IL CTU

Per il consulente tecnico nominato dal sostituto procuratore Delio Spagnolo del tribunale di Civitavecchia “la delibera di giunta n.95 del 14 luglio 2016 è illegittima e quindi il forno crematorio è privo di una regolare licenza edilizia”.

Queste le conclusioni riportate nella relazione di consulenza tecnica redatta a seguito dell’inchiesta iniziata nel settembre del 2016 dopo l’esposto presentato da due associazioni cittadine “In nome del popolo inquinato” e “Punton de Rocchi”.
Quindi la delibera della giunta grillina di Civitavecchia è priva di efficacia e il forno crematorio può considerarsi abusivo.
I rappresentanti dei comitati Marinella Scaccia, Roberto De Vito e Francesco Cristini confidano nella magistratura, criticando l’atteggiamento dell’amministrazione a Cinque Stelle che si è sempre detta “costretta” a percorrere la strada del crematorio, nonostante le preoccupazioni a livello ambientale e le criticità edilizie ed autorizzative più volte denunciate dai comitati stessi.  Ecco perché i comitati sono convinti che dell’opera debba farsene carico l’attuale amministrazione, prendendosi tutte le responsabilità. “Qualcosa non quadra – hanno aggiunto – ci troviamo di fronte tra l’altro a tre progetti diversi, con ampliamento delle volumetrie ed incremento del valore economico. Fatto sta che oggi il forno crematorio è una costruzione abusiva. Ora la Procura dovrà decidere se archiviare o chiedere il rinvio a giudizio per eventuali responsabili”.
Sulla vicenda interviene Massimiliano Grasso, consigliere comunale e capogruppo de La Svolta: “Il forno crematorio è un abuso. Oggi c’è chi certifica che avevamo ragione. Due anni dopo gli esposti dei comitati e le denunce in Procura del sottoscritto, con mozioni e interventi di ogni genere, la relazione del perito del PM conferma quanto abbiamo sostenuto da sempre. Ora la giunta M5S ne dovrà rispondere politicamente, e non solo. Mentre il forno dovrà essere sequestrato e acquisito a patrimonio comunale.”
“Anche se mancano solo tre mesi alla fine del mandato – ha aggiunto Grasso – il sindaco Cozzolino e la sua Giunta, visto che hanno fatto della legalità e della trasparenza il loro mantra, darebbero un bel segnale a dimettersi. Mentre il forno dovrebbe essere sequestrato e acquisito a patrimonio comunale”.
Fonte: Etruria News