LA DEPUTATA M5S MARA LAPIA AGGREDITA AL SUPERMERCATO DENUNCIATA PER DIFFAMAZIONE

Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda della presunta aggressione alla deputata Mara Lapia davanti a un supermercato di Nuoro. L’ex assessore alle Attività produttive del Comune di Nuoro, Francesco Guccini, ha deciso di querelare per diffamazione la parlamentare protagonista dell’episodio avvenuto il 16 dicembre al supermercato Lidl.

“Mi ha accusato di aver ordito un complotto politico alle sue spalle – ha spiegato l’ex assessore Francesco Guccini durante una conferenza stampa – perché quando è uscita la notizia dell’aggressione sono stato uno dei primi su Facebook a ridimensionare i fatti descritti dalla parlamentare, dopo aver sentito l’audio vocale che smentiva la sua ricostruzione. Ma, ricordo, ho anche condannato la vicenda”. La querela dell’ex assessore arriva dopo le indagini aperte per fare chiarezza in seguito alla denuncia presentata da Mara Lapia.
Il presunto aggressore è stato denunciato per lesioni e negli atti dell’inchiesta sono acquisite le testimonianze di chi ha assistito alla scena tra la cassa del supermercato e il parcheggio e la registrazione audio che racconta una versione completamente diversa da quella denunciata dalla parlamentare grillina che su Facebook augura un felice anno ai suoi sostenitori, invitandoli ad avere il coraggio di denunciare.
“Ho dato il tempo all’onorevole Lapia di rivedere la propria posizione evitando di denunciarla prima che si rimettesse per l’accaduto, su cui entrerò in punta di piedi. Questo non è successo – ha aggiunto Guccini alla confeenza stampa tenuta assieme al suo legale, l’avvocato nuorese Francesco Carboni -. Il messaggio del complotto è passato fra le possibili cause di quello che è avvenuto e questo non posso accettarlo, tanto più quando c’è sullo sfondo la violenza contro una donna”.
Guccini spiega ancora la sua decisione di querelare la deputata M5S ricordando di essere stato uno dei primi, su Facebook, a sollevare qualche dubbio. “Ho scritto che l’audio gettava più di un’ombra sul suo racconto. Ho poi sottolineato che non credevo alla versione data dalla deputata sui nuoresi, che mentre vedono una donna ‘pestata brutalmente’ non intervengono”. L’ex assessore tende, infine, una mano alla parlamentare: è disposto a ritirare la denuncia se la deputata si scuserà con lui. “Le parole dell’onorevole Lapia sono gravemente diffamatorie – ha osservato l’avvocato Carboni – La denuncia serve a ripristinare l’onorabilità di Francesco Guccini che non ha mai complottato contro la deputata”.
Fonte: Sardinia Post



LE VIGNETTE DI RIMA: A LIVORNO C’È IL VERO ANTI SALVINI

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MALUMORI NEL M5S SUL DL SICUREZZA. MANTERO: “DECRETO INCOSTITUZIONALE E STUPIDO”

Non solo i sindaci, contro il decreto Sicurezza, e contro Matteo Salvini, si scagliano ora anche alcuni critici in seno al Movimento 5 stelle, riaccendendo un dibattito interno rimasto latente nelle ultime ore eppure destinato a riaffiorare in superficie.

Inutile il tentativo di Luigi Di Maio di ridimensionare il caso: «Solo campagna elettorale da parte di sindaci che si devono sentire un po’ di sinistra facendo un po’ di rumore», aveva detto il vice premier. A soffiare per primo sulla brace è stato il senatore Matteo Mantero. Uno che già aveva rifiutato di dare la fiducia al testo, uscendo dall’aula, e che di recente è finito nel mirino dei probiviri, i quali alla fine ne hanno archiviato i procedimenti disciplinari nel comunicato con cui sono stati espulsi De Falco, De Bonis, Moi e Valli.
L’attacco di Mantero al decreto è arrivato via Facebook: «Quello che si ottiene emanando un decreto incostituzionale e stupido, a solo scopo propagandistico, che auspicabilmente sarà smontato dalla Consulta: creare illegalità dove non c’era, ridurre l’integrazione peggiorando le condizioni di vita di italiani e stranieri, far fare bella figura ai sindaci del Pd che hanno contribuito a creare il falso problema dell’immigrazione e ora passano per i paladini dell’integrazione. Filotto insomma…».
E ancora: «La prossima volta proviamo ad ascoltare i nostri sindaci, come quelli di Roma e Torino ad esempio, che avevano esposto in maniera chiara e non strumentale come stanno facendo Orlando & c. le problematiche che avrebbe causato questo decreto».

Sulla questione, a stretto giro, è intervenuta anche la senatrice Elena Fattori. Nemmeno lei votò il provvedimento e a Repubblica ha dichiarato: «Spero che, grazie all’intervento di Conte, qualcosa possa cambiare. Ricordo che la sindaca di Roma e quella di Torino sono state le prime ad approvare una mozione che ne chiedeva la sospensione. Il problema è serio e reale e non basterà espellere tutti i senatori che hanno optato per una resistenza civile a questo obbrobrio per cancellarne le criticità. Salvini vuole tirare dritto? Non è lui il presidente del Consiglio, deve farsene una ragione».
Nel quadro di una contesa sollevata dai sindaci in quota Pd, fanno inevitabilmente rumore le parole – critiche, ancorché più diplomatiche – di un primo cittadino del M5s, Filippo Nogarin. Il sindaco di Livorno, pur specificando che «le leggi si rispettano», ha detto senza mezzi termini che «il decreto Sicurezza è tutt’altro che una buona legge, eticamente e politicamente». Da parte sua, il ministro Salvini in visita a Chieti ha ribadito: «Per me la polemica non esiste, c’è una legge dello Stato, firmata dal presidente della Repubblica, applicata dal 99% dei sindaci».
Fonte: Lettera 43



SINDACO M5S DI POMEZIA SU DECRETO SICUREZZA: “NON SI POSSONO NEGARE DIRITTI”

Fa discutere l’intervista rilasciata al Corriere della Sera dal sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà del Movimento 5 Stelle, critico sul decreto sicurezza voluto dal ministro degli Interni Matteo Salvini, alleato di governo, rischiando di incrinare i rapporti già tesi tra Lega e 5 Stelle.

Secondo le testate nazionali che hanno ripreso l’intervista del Corriere, il primo cittadino di Pomezia sarebbe scettico sulla presunta privazione di diritti fondamentali (iscrizione all’anagrafe e diritti di residenza, con tutte le conseguenze del caso) che la legge del governo giallo-verde infliggerebbe ai richiedenti asilo.

“Non mi è chiaro come funziona il decreto sicurezza nella parte che riguarda i migranti, ma penso che non sia possibile lasciare troppo a lungo le persone senza i diritti basilari”. Secondo il decreto sicurezza, i richiedenti asilo non possono essere iscritti all’anagrafe né godere dei diritti dei residenti: “Io non credo che questa zona franca possa durare a lungo. Come sindaco di un Comune mi vedo assegnato il compito di tutelare le persone in difficoltà, e questo voglio fare”. A non convincere Zuccalà è la sospensione dei diritti: “Per quanto tempo dura? Per sempre? Non credo sia possibile lasciare troppo a lungo le persone senza diritti basilari. Non puoi toglierglieli per troppo tempo, magari per un anno”. E se questo dovesse succedere per due anni? “Se così fosse realmente penso che ci sarebbe proprio da intervenire, in maniera concreta”.

Fonte: Libero Quotidiano